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  • Nel sito di Isabella di Soragna , alla ricerca di una "via del disimparare"
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    Dalle voci della nuova fisica, delle neuroscienze e dei mistici di ogni
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Biografia

di Isabella di Soragna

Vengo alla luce in Italia durante l’ultima guerra mondiale. La mia vita è stata solo un unico richiamo verso il centro di me stessa: alcune intuizioni infantili, mi avevano avvertita che il mondo in cui ero apparsa non era qualcosa di coerente e stabile come volevano farmi credere. Dopo aver lungamente viaggiato negli anni ’80 dal Bhutan e Sikkim, all’India, dalla Cina alla Patagonia, in cerca di chi potesse chiarirmi dal punto di vista, religioso, scientifico, artistico, il senso della vita, di ritorno in Europa dopo un sogno rivelatore, mi sono fermata ed ho cominciato a chiedermi “Chi, che cosa sono io veramente?” “Che cos’è questo ‘Io’, di che cosa è fatto”?

In seguito ho cercato le similitudini tra le varie scienze moderne, dalla fisica quantica, alle neuro-scienze, dall’astrologia transpersonale, che ho praticato per decenni, alle mistiche di oriente ed occidente, dallo sciamanesimo di varie culture(non quello della moda new-age), alla medicina cinese, sempre per trovare il nucleo che immancabilmente le riuniva tutte, in un unico centro. L’esterno e l’interno erano solo riflessi l’uno dell’altro ed il tempo era solo una convenzione mentale che faceva parte del vecchio sistema, legato al pensiero lineare. Invece queste forme di conoscenza moderna avanzata, ma anche, paradossalmente, quelle di antiche tradizioni e di mistiche - che arrivavano alle stesse conclusioni con vocabolari diversi - non erano basate né sulla causalità né sulla linearità dello spazio-tempo, ma su un modello olografico, in cui un elemento infimo contiene tutta l’immagine.

Ecco svanire la notoria separazione fra religione e scienza! La coscienza era un pensiero risultante dall’interferenza di neuroni, un ologramma che osservava se stesso pur nelle forme più varie. La manifestazione nell’apparente spazio-tempo era l’inizio del nostro sogno ad occhi aperti.

Ho scoperto quindi che è l”Io sono”, o l’autocoscienza, il primo concetto, il pennello che dipinge con i colori dell’arcobaleno ciò che in realtà è luce pura ed indistinta. Un pittore estroso e distratto che crea e cancella le sue opere, per sparire lui stesso nell’implosione della Realtà ultima. Questa essenza inconcepibile, dove ogni oggettivazione o controllo è impossibile, lascia tuttavia un’impronta di leggerezza e di spontaneità nell’azione quotidiana, qualunque sia la situazione. Ogni biografia è quindi la storia di uno pseudonimo che appare e scompare nelle poche ore di veglia. Le parole sono solo frecce lanciate che si perdono nel cielo di Quello che è.

Ho sentito tuttavia ancora lo slancio di condividere le mie scoperte, il mio viaggio a ritroso - questa calamita che ci attira in noi stessi, non una méta da conquistare !- sotto varie forme di espressione, con chi fosse veramente interessato. Non si tratta tuttavia di leggerlo per “saperlo”, per conservarlo su un polveroso scaffale, ma di sentirlo risuonare in sé e di esprimerlo nel quotidiano.

Ho scritto racconti, poesie, articoli, saggi in francese ed in italiano, ho tradotto alcuni libri, tutti orientati verso questo comune traguardo che è solo l’origine.

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